Cattedrale - Palermo da vedere

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Luoghi di culto 1


Visita Cattedrale

esterno

interno

tombe reali - tesori - cripta

visita dei tetti

Monumento insigne per ricordi storici ed arte; racchiude documenti di svariate epoche di civiltà siciliana ed europea. Architettonicamente è ora un centone pittoresco di stili originari, aggiunti o rifatti in armonia e spesso in contrasto. L'opera secolare di manomissione ha spezzato l'organicità primitiva che la luce sul caldo tono della pietra stenta a ricomporre.

IL PIANO DELLA CATTEDRALE. Accoglieva in origine il cimitero del Duomo. Poco dopo la metà del sec. xv venne ingrandito dall'arcivescovo Simone di Bologna e nel 1574-75 fu recintato con balaustre da Vincenzo Gagini, Domenico di Giglio e Giovanni Dajola. Tra il 1655 e il 1673 fu ornato di statue di mediocre fattura ma di monumentale effetto. La balaustrata marmorea fu aggiunta nel 1760.

La piazza, fino alla fine del secolo scorso, aveva quell'unità architettonica che è stata quindi spezzata dall'erezione dell'edificio delle scuole Turrisi Colonna al posto del monastero dei Sette Angeli che, incendiato dalle milizie borboniche nel 1860, dovette essere abbattuto. I palazzi signorili sul Cassaro ed il palazzo arcivescovile costituiscono ancora, con la Cattedrale, una superstite veduta della vecchia Palermo.

Nel piano della cattedrale conveniva spesso la folla in varie occasioni: vi si svolgeva annualmente, dal 1515, la Fiera di S. Cristina, vi si innalzavano macchine per giochi d'artifizio, fontane che versavano vino, cuccagne, beneficiate, ecc. Ogni arcivescovo palermitano che prendeva possesso della carica, dopo il suo ingresso trionfale in città, qui subiva l'assalto della folla che lo spogliava violentemente degli abiti, ripoi a caro prezzo quali simboli taumaturgici. In questa piazza si celebrarono vari atti di fede, in clima di accesso fanatismo. Venivano installati degli alti palchi e la barbara cerimonia di condanna aveva eccezionale fasto e pubblicità. Nel 1607 quarantacinque furono gli inquisiti dei quali uno, morto da tre anni, era rappresentato da un manichino in cartapesta. L'ultimo atto di fede, particolarmente solenne, vi si celebrò nel 1724 contro 28 inquisiti, fra cui la suora Gertrude ed il frate Romualdo, consegnati quindi al braccio secolare e bruciati nel piano di S. Erasmo.

Le statue del piano della cattedrale sono le seguenti: nella via Matteo Bonetto (da s. a d.): « S. Gregorio » (1673) e « S. Agostino » (1673) di Giovanni Travaglia; « S. Gerolamo » (1673) e « S. Ambrogio » (1673) di Antonio Anello. Nel Cassaro (da s. a d.): « S. Agatone », « S. Cristina » (1655), « S. Silvia » (1656) e « S. Agata » (1655) di Carlo D'Aprile; « S. Rosalia» (1655), « S. Oliva » (1656) e « S. Ninfa » (1655) di Ga-spare Guercio; « S. Sergio» di C. D'Aprile. Netta via Simone di Bologna (da s. a d.): « S. Mamiliano » (1673) di G. Travaglia, « S. Eustor-gio » (1673) e « S. Procolo » (1673) di A. Anello; « S. Golbodeo » (1673) di G. Travaglia. La statua di « S. Rosalia » al centro, opera di Vincenzo Vitaliano, vi fu eretta nel 1745 a rindella liberazione dalla peste di due anni avanti.

LA LUNGA STORIA DELLA MADRE CHIESA. Qui in epoca premusulmana sorgeva una basilica cristiana che, trasformata in moschea dai musulmani, fu nel 1072 restituita dai normanni al primitivo culto. Gualtiero Offamilio, non il fantomatico inglese Walter of thè Mili ma un membro della famiglia reale, arcivescovo di Palermo, fece abbattere il vecchio tempio e dal 1184 fece costruire l'attuale grandiosa cattedrale che fu consacrata nel 1185. Negli anni immediatamente successivi furono condotti i lavori di rifinitura e le decorazioni tarsiche. Successivamente, in età imprecisata, fu aggiunta la cripta addossandola alle absidi. Nel sec. xi furono elevati i campanili sulle quattro torri scalarle e fu riconfigurato il prospetto principale.

Nella prima metà del sec. xv furono aggiunti il portale principale, quello del lato meridionale (sotto il portico) e la sacrestia. Al tempo dell'arcivescovo Simone di Bologna (1446-65) fu sistemata la piazza a mezzogiorno della cattedrale, fu eretto il portico meridionale e il nuovo palazzo arcivescovile. Tra il 1563 e il 1567 sorse il portico settentrionale, che tuttora esiste, pesantemente manomesso, nella via dell'Incoronazione. In età barocca l'interno, nonole manomissioni e le aggiunte, era intatto nelle sue strutture. Tra il 1781 e il 1801 invece si abbattè sulla chiesa l'opera distruttiva di una totale riforma dell'interno e della gravissima alterazione dell'esterno. Autore del progetto fu il famoso architetto Ferdinando Fuga venuto a Palermo nel 1767. La pianta basilicale fu trasformata in croce latina con transetto e cupola. Nel 1840-44 fu elevato il gruppo di campanili sulla torre occidentale su progetto di E. Palazzotto. La originaria chiesa gualteriana era stilisticamente un alto, splendido prodotto della cularchitettonica fatimita, realizzato da architetti islamici e da maestranze islamiche o islamizzate al servizio di committenti cristiani.

Tratto da Giuseppe Bellafiore

 
Torna ai contenuti | Torna al menu