Palazzo Pantelleria - Palermo da vedere

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Palazzi storici 1


Visita Palazzo Pantelleria

il palazzo

gli interni

gli affreschi

Palazzo Pantelleria- Várvaro era conosciuto nei tempi antichi come Palazzo Requesenz, in quanto loro dimora. I Requesenz (o Requesens) erano una illustre famiglia spagnola, di origine reale alemanna, la quale attorno al XV secolo aveva fatto due passaggi in Sicilia: il primo con Bernardo Requesenz, venuto con l’incarico di viceré al tempo di Alfonso V d’Aragona, progenitore dei principi di Pantelleria, conti di Buscemi e di Regalmuto; il secondo passaggio si era avuto con Berengario Requesenz, generale delle galere di Sicilia, e ceppo dell’altro ramo dei baroni di San Giacomo. Tra il 1525 e il 1555 un altro Bernardo Requesenz, gran cancelliere del regno e pretore di Palermo, promosse la costruzione di questo palazzo, alle spalle della chiesa di San Domenico: della sua epoca resta un portale di ingresso al piano nobile, in cima alla scala cinquecentesca, con accesso da Largo Cavalieri di Malta (già piazza Valverde), a quel tempo principale ingresso del palazzo, portale che reca la dicitura dell’anno 1555; restano pure gli archi gotico-catalano del portico della corte interna e alcune finestre aperte sullo stesso portico; restano pure alcuni bassorilievi nel prospetto ovest della corte, raffiguranti piccoli putti reggenti l’arme araldica dei Requesenz.

Verso la fine del Settecento il palazzo venne diviso in due parti: l’ala nord su Largo Cavalieri di Malta (già Piazza Valverde) fu data in dote a Teresa Requesenz, moglie di Giuseppe Gravina principe di Comitini (da cui il nome, con cui poi venne chiamato, di Palazzo Gravina), mentre l’ala sud-ovest su Piazza Meli restò ai principi di Pantelleria, che si estinsero poi nel 1848 con la morte di Emanuele, personaggio importante del Risorgimento siciliano. Ma già nel 1835, a causa del grave dissesto finanziario del casato, lo storico palazzo venne messo all’asta: a rilevarlo nella sua quasi interezza fu la famiglia Várvaro (ancora oggi proprietaria della maggior parte dell’immobile), mentre il terzo piano venne assegnato alla famiglia Omodei. Abitazione della famiglia Várvaro, a cui si deve l’attuale aspetto ottocentesco, il palazzo conobbe nuovo splendore in quanto centro delle tante attività finanziarie, pubbliche e filantropiche in cui si distinsero i Várvaro nel XIX secolo. Inoltre, essendo Francesco Várvaro Pojero console generale dell’Impero Austro-Ungarico sino al 1914, ebbe tra i suoi ospiti anche membri della famiglia imperiale.

Tratto da http://palazzopantelleria.wixsite.com/home

 
 
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