Villa Giulia - Palermo da vedere

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Magnifico giardino sorto nel 1777-78 al tempo del viceré Marcantonio Colonna di Stigliano, per iniziativa del pretore Antonio La Grua che allora governava la città. Prese il suo nome da Giulia d'Avalos, moglie di quel viceré e ne fu architetto Nicolo Palma.

L'ingresso principale è quello monumentale sul lato del mare e reca caratteri stilistici neoclassici, specialmente nelle doriche colonne del portico; in alto è l'aquila cittadina e più in basso, ai lati, sono gli stemmi del viceré Colonna e del pretore La Grua.

L'ingresso abituale alla villa è dalla via Lincoln. Questo giardino è sistemato all'italiana, cioè con viali e spiazzi in bell'ordine geometrico e siepi pettinate. È di forma rigorosamente quadrata con due principali viali diagonali che s'intersecano in un grande spiazzo centrale. Questo ha in centro una vasca con un putto che regge sul capo un dodecaedro con dodici orologi a sole che marcano le ore e le mezze ore, ingegnosa opera del matematico Lorenzo Federici (fine sec. XMIII). Intorno sono alcune esedre di vivace stile pompeiano, elevate nel 1866 su disegno di Giuseppe Damiani Almeyda.

LA FONTANA DEL GENIO DI PALERMO. E' sul lato occidentale della villa, in una esedra arborea, presso l'Orto Botanico. Reca i simboli della «Prudenza», della «Fedeltà» e dell'«Abbondanza », cioè il serpe, il cane e la cornucopia. È opera di Ignazio Marabitti (fine sec. XVIII) che meglio starebbe in una piazza della vecchia Palermo. Le statue del semicerchio sono l'«Eresia», lo «Scisma», e l'«Infedeltà», scolpite poco prima del 1736 da Lorenzo Marabitti per il monumento di Carlo III che sorgeva nella piazza S. Anna; quando furono qui trasferite nel 1779 assunsero il significato allegorico di «Rabbia», «Ira» e «Invidia ».

Tratto da Giuseppe Bellafiore

 
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