Villa Airoldi - Palermo da vedere

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Palazzi storici 3


Visita Villa Airoldi

Nel periodo del 700 assistiamo nel territorio siciliano ad un’intensa attività edilizia con importanti costruzioni di gusto tardo barocco. La zona maggiormente interessata fu la Piana dei Colli, nella quale erano presenti ville con ampi giardini all’italiana con viali ombreggianti e fontane. La disposizione di tutte queste costruzioni aristocratiche portano alla formazione di veri e propri borghi e diede ugualmente un importante influsso alla formazione del parco della Favorita che si trova in zona che è posto sotto i piedi di Monte Pellegrino e fu creato nel 1799 da Ferdinando III di Borbone dopo la sua cacciata da Napoli. Il parco si estende per circa 400 ettari e l’interno fu anche luogo di grandi coltivazioni di agrumi, olivi e frassini e aveva al suo interno anche una riserva di caccia. Il parco, cui si accede da piazza Leoni, si estende dalle falde di Monte Pellegrino alla contrada Pallavicino. Importante al suo interno è una costruzione particolare: la Palazzina cinese, fatta edificare da Ferdinando sulla base del progetto di Giuseppe Venanzio di Marvuglia; inoltre all’interno del parco troviamo Villa Niscemi, una stupenda residenza ricca di antichi arredi e opere d’arte. Andiamo adesso alla nostra villa. Secondo il Villabianca, la fondazione della Villa Airoldi viene collegata a Girolamo Riggio marchese delle Ginestra e successivamente continuata da Don Stefano Airoldi e dal fratello Monsignor Alfonso Airoldi. Notiamo subito che la facciata, posteriore al 1780, è già vicina allo stile neoclassico, come si osserva dall’ingresso fiancheggiato da colone e dalla semplicità delle decorazioni, inoltre la facciata mostra o quantomeno mostrava al centro lo stemma della famiglia, dove uno scudo di marmo bianco con un’aquila è incorniciato da punte di lance e drappeggi. Spostandoci all’interno notiamo subito la magnificenza dei saloni dove troviamo pitture a fresco nelle volte decorati e bordati finemente con il dorato. Arrivati nella sala grande la prima cosa che possiamo notare è la finezza e l’armonia di tutti i vari componenti che compongono il salone; vediamo una moltitudine di affreschi che rappresentano scene mitologiche e divinità latine. Sul soffitto possiamo ammirare l’affresco che ci racconta le nozze di Amore e Psiche alla presenza degli invitati e degli amorini, e questo affresco è collegato alla precedente presentazione di Psiche a Giove da parte di Amore, firmata direttamente dal pittore Giuseppe Crestadoro e datata 1781. Importante è da dire che troviamo una copia esatta di questi due affreschi presso la Villa Farnesina a Roma. Tra gli affreschi possiamo anche identificare altre importanti divinità come: Mercurio che porta in mano il caduceo, il dio Bacco con una corona di viti, la dea Giunone che trainata da pavoni, Plutone con la moglie Proserpina a cavallo di Cerbero. Possiamo notare anche degli affreschi particolari che ci mostrano altri personaggi di importanti miti: abbiamo qui Fauno o Luperco, collegato alla festività latina dei Lupercali che si svolgeva nel mese di febbraio. Fauno è collegato alla figura mitologica del dio Pan che, secondo la leggenda, imparò a suonare il flauto dal pastore Dafni del quale poi s’invaghì. Possiamo anche vedere in questa raffigurazione Edipo che “affronta” la sfinge per la liberare la città di Tebe dalle sue grinfie e per cacciarla via dalla città deve risolvere il suo indovinello: • τί ἐστιν ὃ μίαν ἔχον φωνὴν τετράπουν καὶ δίπουν καὶ τρίπουν γίνεται; • Chi, pur avendo una sola voce, si trasforma in quadrupede, bipede e tripede? Naturalmente la risposta era: l’uomo. Spostandoci nell’altra stanza abbiamo un altro misterioso affresco che presenta alcuni segni tipici della massoneria come il triangolo e le corna nell’elmetto. Da qui poi possiamo passare ad avere una meravigliosa visuale del giardino che impreziosisce la nostra villa. Il parco inizialmente fu progettato per il semplice piacere dei membri della villa che potevano godere di alberi ombreggianti, vasche e statue. Nel tempo però il giardino ha subito varie trasformazioni, volte soprattutto a renderlo produttivo, infatti buona parte del giardino fu trasformata in agrumeto. Abbiamo notizie anche riguardo una grande quantità di pilastri in marmo o in pietra sormontati da busti in marmo o vasi, che circondavano le vasche insieme a sedili circolari, ritroviamo anche, al centro del viale, una colonna con un cubo in marmo sovrapposto in cui erano incise quattro meridiane. È stata anche rilevata la presenza di una grande Erma in pietra con una testa femminile, vasche, sedili e un complesso sistema di chiusura verso la Favorita, con piloni e muro in pietra.

Tratto da Wikipedia

 
 
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