San Domenico - Palermo da vedere

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Oratori


Visita l'oratorio del rosario di San Domenico

È nella via dei Bambinai, così detta per la presenza, fino al secolo scorso, di figurinai in cera e di artigiani di oggetti in avorio ed in madreperla. L'oratorio è sulla s. presso l'abside della chiesa di S. Domenico. La Compagnia del Rosario fu fondata nel 1568 ed accolse i più facoltosi commercianti ed artisti della città. Ne furono confrati anche Pietro Novelli e Giacomo Serpotta che contribuirono decisamente all'abbellimento dell'opera. L'edificio, elevato nel 1578, fu nella seconda decade del '700, interamente decorato a stucchi dal Serpotta (1656-1732) che lasciò qui un'opera di eccezionale bellezza. Alle pareti si stende il candido manto  delle sculture condotte ad unità decorative dal mosso fluire del disegno, suscitandovi la luce una calda animazione chiaroscurale. Parallelamente alla coeva decorazione a marmi mischi, impetuosamente policroma, questa del Serpotta possiede minore carica emotiva ma più sottile eleganza mista ad equilibrio in un ideale di vita sana e gioiosa, lontana dalla contrita bigotteria di quei secoli. Soltanto poche toccature auree forniscono una sommessa nota di astratto coloro; per il resto il colloquio con chi guarda è condotto con vigilata sobrietà d'accenti e rara vaghezza di eloquio. Figure di bimbi, simbolo della via al suo nascere, sgusciano per ogni dove, nel tripudio naturalistico delle loro carni rosate e grassòcce, in una sfrenata sarabanda fra addobbi, panneggi e cartocci, mentre dalla cornice del presbiterio vezzose dame e cavalieri occhieggiano allo spettacolo sacro dell'altare, come ad un festoso melodramma; la sacra liturgia di una religione che è cerimonia, e non vita, è soltanto spettacolo egregio. Le statue che, alle pareti, entro nicchie, simboleggiano le Virtù, non sono che aristocratiche figure di donne con la grazia e la civetteria che impone il loro rango. Le doviziosissime vesti di foggia fascinosa non dissimulano la pieghevolezza dei loro corpi mossi da un ritmo di danza, in una esaltazione cordiale degli aristocratici ideali del secolo femminile. Le figuro delle Virtù sono : 1 ) « Carità ». — 2) « Umiltà ». — 3) « Pace ». — 5) « Sapienza ». — 6) «Giustizia». — 7) «Mansuetudine». — 8) « Pazienza ». — 9) « Fortezza » (sulla colonna è la figurata firma del Serpotta: una lucertola detta in dialetto « sirpuzza »). — 10) « Obbe-dienza ». — Nel presbiterio due figure simboleggiano: 11) «La Divina Provvidenza» e 12) « La Divina Grazia ». — Nelle pareti, tra le finestre, sono alcuni rilievi con pittoriche scene bibliche ed apocalittiche.


Tratto da Giuseppe Bellafiore

 
 
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