Villa Gaetano Costa - Palermo da vedere

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Parchi e ville


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Il giardino occupa un intero isolato di circa un ettaro ed è definito sul perimetro dalla viabilità urbana limitrofa. Si presenta sottomesso rispetto alla quota stradale di circa 2 metri è, pertanto, accessibile attraverso scale e rampe poste nei punti d’ingresso. L’impianto risale al 1980 e manifesta la chiara volontà di garantire agli abitanti della zona un giardino a servizio della comunità con ampie aree di sosta, vasche d’acqua e spazi attrezzati per il gioco dei bambini. Il disegno planimetrico, prediligendo la direzione longitudinale del lotto, sviluppa un percorso centrale sinuoso lungo il quale s’impostano sedute circolari e vasche. Il suddetto percorso è, inoltre, caratterizzato da una sequenza di alberi alti e ombrosi (Cinnamomum camphora, Chorisia speciosa, Celtis australis). I settori laterali posti a Sud, in parte sagomati a scarpata, sono bordati da essenze aromatiche e contraddistinti dalla presenza di arbusti (Quercus ilex, Ceratonia siliqua, Punica granatum, Laurus nobilis, Santolina chamaecyparissus, etc.); molte aiuole, invece, mantengono l’originale destinazione ad agrumeto o frutteto (Citrus nobilis, Eriobotrya japonica, Prunus spp., etc.). A est una collinetta artificiale, raggiungibile attraverso un percorso a chiocciola, ospita numerose essenze mediterranee (Cycas revoluta, Agave spp., Euphorbia spp., Myrtus communis, Pistacia lentiscus, etc.).

Tratto da https://it-it.facebook.com/109686135728500/photos/a.258285007535278.70150.109686135728500/532010246829418/

Gaetano Costa (Caltanissetta, 1 marzo 1916 – Palermo, 6 agosto 1980) è stato un magistrato italiano ucciso dalla mafia. Procuratore Capo di Palermo all'inizio degli anni ottanta. Fu assassinato dalla mafia il 6 agosto 1980, mentre sfogliava dei libri su una bancarella, sita in un marciapiede di via Cavour a Palermo, a due passi da casa sua, freddato da tre colpi di pistola sparatigli alle spalle da due killer in moto. Causa di quella spietata esecuzione, il fatto che egli avesse firmato personalmente dei mandati di cattura nei confronti del boss Rosario Spatola ed alcuni dei suoi uomini che altri suoi colleghi si erano rifiutati di firmare. Il delitto venne ordinato dal clan mafioso capeggiato da Salvatore Inzerillo.

Tratto da Wikipedia

 
 
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