La Cubula - Palermo da vedere

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Palermo normanna


Visita La Cubula

La Cubula (detta anche Piccola Cuba) è un piccolo edificio di pianta quadrata con archi a sesto acuto su ogni lato decorati con fasce bugnate e sormontato da una cupola emisferica in stile arabo-normanno nel tipico colore rosso.

Il padiglione, realizzato nel 1184 da architetti fatimidi, si trova dove un tempo scorrevano le acque che alimentavano il lago Alberira ed è situato all'interno dell'immenso giardino del Parco del Genoardo voluto dal re, detto il Buono. All'interno del parco era possibile ammirare numerosi chioschetti, dimore nobiliari, fontane, laghetti, alberi di ogni specie (soprattutto di agrumi e magnolie), nonché la Cuba Sottana, più nota con il nome di . Ecco perché il re aveva scelto per esso il nome di Genoardo che deriva dall'arabo Gennai al ard, ovvero: Paradiso della Terra. Per la sua particolare ubicazione, così immersa nel verde, la Cubula veniva spesso usata come luogo di riposo dal sovrano e dai suoi ospiti.

Il particolare edificio in pietra tagliata a conci regolari, con i suoi ogivali a tre leggermente incassate, di cui quella centrale con un caratteristico motivo a rilievo, ricorda nell'aspetto altre chiese del capoluogo siciliano, come ad esempio la e la Chiesa di Santo Spirito. Lo stesso motivo lo si ritrova nel frontone della Cattedrale e nel campanile della Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio.

Oggi la Piccola Cuba si trova all'interno del giardino di Villa Napoli. Originariamente nota con il nome di o Torre Alfaina, la villa fu costruita intorno al XII secolo, ma diventò di proprietà della famiglia Napoli solamente nel XVIII, passando prima nella mani dei Ventimiglia, poi dei Rao e infine dei Torres. Quando Don Carlo Napoli l'acquistò, apportò considerevoli modifiche alla struttura originaria, tanto da far effettivamente scomparire la Cuba Soprana e dando invece vita ad una tipica villa settecentesca con scala a duplice rampa contrapposta. Solo il chioschetto, a pochie centinaia di metri di distanza dalla villa, è rimasto immutato nei secoli.

Tratto da Wikipedia

 
 
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