Porte della città - Palermo da vedere

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Le Porte scomparse.


Porta Carbone. Attualmente scomparsa, si trovava all'imbocco dell'odierno porticciolo della Cala. Venne edificata nel XVI secolo in stile noeclassico e venne restaurata nel 1778 acquisendo un aspetto barocco. La porta venne distrutta, insieme a tutte quelle commerciali che si affacciavano sulla Cala alla fine del XIX secolo.

Porta Montalto. Venne fatta erigere nel 1637 accanto Porta Mazzara per volere del viceré Don Luigi Guglielmo Moncada, Duca di Montalto (da cui prese il suo nuovo nome), come alternativa per questa porta, che venne inglobata nella bastione di Pescara, e con l'obiettivo di consentire il passaggio dall'Albergheria al corso Tuckory. Dello stesso progetto fecero parte la fortificazione di Porta Felice e di Porta Carini. Nel 1885 il bastione fu demolito e di conseguenza fu distrutta porta Montalto. Da allora è visibile la più antica Porta di Mazzara, nei pressi dell'odierno Ospedale dei Bambini.

Porta di Castro. Venne edificata nel 1620, secondo quanto riporta Fazello, in sostituzione di una precedente porta che era stata chiusa oltre un secolo prima (1460), chiamata Porta del Palazzo, si rese necessario aprire la continuazione della via dei Tedeschi dove risiedevano le guardie tedesche del Viceré. Per la costruzione della porta venne abbattuta una chiesa chiamata Chiesa di Santa Maria dell'Itria, che occupava parte della strada, per far questo venne fatto un decreto regio dall'allora Viceré, conte Francesco di Castro (dal quale la porta prese il nome) e venne chiesto anche l'assenso dell'arcivescovo di Palermo. La porta era ad arco a sesto lievemente ribassato, sull'architrave è presente il motivo decorativo dei festoni, mentre alla base dell'arco sono presenti delle figure antropomorfe.

Porta Maqueda. La porta si trovava nel lato oppoto rispetto alla Porta di Vicari nell'omonima strada, venne distrutta a metà del XIX secolo per la costruzione del Teatro Massimo e della piazza circostante.

Porta San Giorgio. Eretta nel 1194 da Federico III, era situata in prossimità dell'attuale via Cavour, con la stessa architettura di Porta di S. Agata. Venne rifatta nel 1724 prendendo il nome di Porta di Santa Rosolia e di S. Giorgio. Questa porta venne infine abbattuta negli anni 1853-1855. A questa porta si usava, fino alla prima meta' del secolo XIX, appendere ad appositi ganci le teste dei condannati a morte, chiuse in gabbie di ferro, dopo l'esecuzione della sentenza capitale.

Porta Termini. E' tata una delle porte cittadine di Palermo. Il nome può aver avuto origine dal fatto che il luogo dove sorgeva segnava il termine di un giardino ivi esistente oppure per il fatto di essere rivolta verso Termini (e Messina). In seguito alla conquista normanna del 1072 venne costruita a Palermo una nuova cinta muraria all'interno della quale fu posizionata la Porta di Termini; l'esistenza della stessa è sicuramente attestata a partire dal 1171. In seguito venne restaurata durante il regno di Federico II e di nuovo nel XVI secolo. Nel 1316 subì gli assalti dell'esercito di re Roberto d'Angiò comandato da Tommaso Marciani, assalto che venne eroicamente respinto; stessa sorte toccò, nel giugno del 1325, a Carlo, Duca di Calabria. Nel 1688 vi fu eretto, dal lato che dava sulla città, l'oratorio della Compagnia della Pace; la porta e l'oratorio furono entrambi abbattuti nel 1852 dal generale Carlo Filangieri, principe di Satriano, sia per permettere un facile accesso alla città in caso di insurrezioni che per evitare, essendo già stati usati come fortilizio dagli insorti durante i moti del 1820, lo fossero nuovamente. La porta dava il nome ad una delle più importanti vie di Palermo e fu appunto da via di Porta Termini (ora via Garibaldi) che i garibaldini della spedizione dei Mille entrarono nella città approfittando anche del fatto che essa ne costituiva uno dei lati meno difendibili, provocando così l'insurrezione della città. La porta era custodita da 59 soldati borbonici del 9º di linea i quali, appostati dietro un terrapieno, sostennero inizialmente l'urto dell'attacco ma, successivamente, non vedendo giungere rinforzi si ritirarono verso il corpo di guardia delle Regie Poste, che si trovava vicino alla chiesa di San Cataldo.

Tratto da Wikipedia

 
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