I mercati di Palermo - Palermo da vedere

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Storia e altro


I mercati di Palermo
tratto da Wikipedia

MERCATO DI BALLARO'


Il mercato si estende da Piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory verso Porta Sant'Agata. Il mercato è famoso per la vendita delle primizie che provengono dalle campagne del palermitano. Ballarò è il più antico tra i mercati della città, frequentato giornalmente da centinaia di persone, animato dalle cosiddette abbanniate, cioè dai chiassosi richiami dei venditori che, con il loro caratteristico e colorito accento locale, cercano di attirare l'interesse dei passanti. Ballarò è un mercato adibito alla vendita di frutta, ortaggi, verdure, carne e pesce, ma si trovano anche articoli di uso domestico per la cucina e pulizia della casa. Con le stesse caratteristiche dei mercati del Capo e della Vucciria. All'interno del mercato i fruttivendoli vendono cibi cotti, tipici della cucina palermitana, come cipolle bollite o al forno, panelle (frittelle di farina di ceci), cazzilli (crocchette di patate), verdure lesse, polpo e quarume (interiora di vitello). Cuore dell’Albergheria, il mercato di Ballarò che viene cosi chiamato da Bahlara, villaggio presso Monreale da dove provenivano i mercanti arabi, o da “Vallaraya”, nome di un re indiano della regione del Deccan. Una passeggiata fra le bancarelle di questi mercati può essere anche l’occasione per un’esplorazione nel passato dell’Isola. La strada è letteralmente invasa da cassette di legno: contengono la merce che viene continuamente urlata, abbanniata, cantilenate per reclamizzare la buona qualità e il buon prezzo dei prodotti.

MERCATO DEL CAPO


Il Capo è un noto quartiere e mercato di Palermo insieme ad altri denominati Ballarò, La Vucciria, Lattarini. È un animatissimo mercato alimentare; i colori, l'animazione delle bancarelle caratterizzano la vivacità di esso rendendolo attivo tutti i giorni, dando la possibilità di acquistare sia generi alimentari sia altre mercanzie. Si estende lungo le via Carini e Beati Paoli, la via di Sant'Agostino e la via Cappuccinelle. Furono gli Agostiniani a popolare questa zona, poiché avevano la loro sede nel convento attiguo alla trecentesca chiesa di Sant'Agostino. Uno degli ingressi principali al mercato è quello di Porta Carini, nei cui pressi è il Palazzo di Giustizia. Caratteristico è il nome di alcune delle strade che si trovano in questa zona: via "Sedie volanti", via "Scippateste", via "Gioia mia".

MERCATO DEI LATTARINI


I lattarini è un mercato storico di Palermo situato nel quartiere Kalsa. Il mercato ha origine araba come si evince dal nome che deriva da Suq el attarin, cioè Mercato delle spezie, infatti la zona era nota per la vendita delle spezie e delle droghe. Attualmente la sua estensione è molto limitata e si trova nelle vicinanze di via Roma a poca distanza dal mercato della Vucciria, la tipologia di merce venduta non è più legata alle spezie ma si è allargata a tutti i generi di merce. Il nome oltre al mercato adesso identifica l'intera zona.

IL MERCATO DELLE PULCI


Il Mercato delle Pulci è un noto mercato di Palermo insieme ad altri denominati Ballarò, Capo, Vucciria. Organizzato con baracche in lamiera, è una mostra permanente dell'antiquariato italiano e in particolare di quello siciliano. Si trova nei pressi della Cattedrale di Palermo, accanto alla Piazza del Papireto, chiamata così per via del laghetto dei papiri che si formava proprio nelle vicinanze, dove si incontravano i fiumi che solcavano la città vecchia, il Kemonia e il Papireto. Nel mercato si possono trovare oggetti antichi, mobili vecchi e curiosità varie, fra cui sempre più frequenti oggetti di modernariato degli anni sessanta e settanta. Le botteghe sono aperte i giorni feriali fino al tramonto e i giorni festivi fino alle 13.

MERCATO DELLA VUCCIRIA


La Vucciria è un noto mercato storico di Palermo, insieme ad altri denominati Ballarò, Il Capo, Mercato delle Pulci. Si estende tra via Roma, la Cala, il Cassaro, lungo le via Cassari, la piazza del Garraffello, la via Argenteria nuova, la piazza Caracciolo e la via Maccheronai, all'interno del mandamento Castellammare. La vicinanza al porto cittadino stimolò l'insediamento di mercanti e commercianti genovesi, pisani, veneziani, etc. sin dal XII secolo. La presenza di numerosi artigiani è ancora leggibile dai nomi di alcune strade (via Chiavettieri, via Materassai, via dei Tintori, etc.) Il termine Bucceria deriva dal francese boucherie che significa macelleria. Il mercato era infatti inizialmente destinato al macello ed alla vendita delle carni. Successivamente divenne un mercato per la vendita del pesce, della frutta e della verdura. Anticamente era chiamato "la Bucciria grande" per distinguerlo dai mercati minori. "Vuccirìa" in siciliano significa "Confusione". Oggi, la confusione delle voci che si accavallano e delle grida dei venditori (le abbanniati) è uno degli elementi che, maggiormente, caratterizza questo mercato palermitano. Nel corso dei secoli la Vucciria subì diverse modifiche. Il viceré Caracciolo nel 1783 decise di cambiarne l'aspetto, in particolare della sua piazza principale che fu chiamata col suo nome in suo onore. Intorno alla piazza si costruirono dei portici che ospitavano i banchi di vendita ed al centro fu sistemata una fontana. È impossibile descrivere tutti gli odori caratteristici che pervadono il posto, anche se il tipico odore di pesce risulta certamente il più intenso. All'interno della zona del mercato si trovano palazzi nobiliari ed opere d'arte quali il Palazzo Mazzarino, appartenuto alla famiglia del celebre cardinale, la fontana del Garraffello, palazzo Gravina Filangeri di Rammacca al Garraffello. L'allegra baraonda delle bancarelle è stata trasformata dal pittore bagherese Renato Guttuso in una fantasmagorica tappezzeria di odori e di colori: la Vucciria, dipinta nel 1974, nelle sue mani di artista e di poeta è diventata una metafora della terra di Sicilia e di tutti i suoi abitanti. Dal 1999 fino al 2007 l'artista austriaco Uwe Jaentsch ha realizzato numerose installazioni ed opere d'arte alla piazza Garraffello. Nel 2006 lui ha creato la Cattedrale dei rifiuti della stessa piazza e il Museo Piazza Garraffello con Costanza Lanza di Scalea.

 
 
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